L’ansia è un’esperienza comune. Tutti, in alcuni momenti della vita, possiamo sentirci preoccupati, agitati o sopraffatti da pensieri e situazioni che percepiamo come difficili da gestire. Quando l’ansia diventa intensa o frequente, è naturale cercare strategie per ridurre il disagio. Tuttavia, alcune delle soluzioni che adottiamo spontaneamente possono avere l’effetto opposto e contribuire a mantenere il problema nel tempo.
Vediamo tre errori molto comuni.
1. Evitare ciò che ci fa paura
Quando una situazione ci provoca ansia, la reazione più immediata è spesso quella di evitarla. Può trattarsi di un esame, di un incontro sociale, di una telefonata importante o di qualsiasi circostanza percepita come minacciosa.
L’evitamento produce un sollievo immediato, ma temporaneo. Il cervello impara che quella situazione è davvero pericolosa e che l’unico modo per stare bene è evitarla. In questo modo l’ansia tende a rafforzarsi e a limitare progressivamente la libertà della persona.
Affrontare gradualmente le situazioni temute, con tempi e modalità adeguate, permette invece di sviluppare maggiore sicurezza e fiducia nelle proprie capacità.
2. Cercare continue rassicurazioni
Molte persone che soffrono di ansia cercano frequentemente conferme dagli altri. Chiedono se hanno fatto bene una determinata scelta, se una situazione andrà bene o se le loro preoccupazioni sono fondate.
Le rassicurazioni possono offrire tranquillità nel breve periodo, ma spesso diventano una sorta di dipendenza emotiva. Ogni nuova preoccupazione richiede una nuova conferma, e la fiducia nelle proprie capacità di valutazione diminuisce.
Imparare a tollerare l’incertezza e a sviluppare una maggiore autonomia nel prendere decisioni rappresenta un passo importante nella gestione dell’ansia.
3. Cercare di controllare ogni pensiero
Un altro errore frequente consiste nel tentare di eliminare o controllare completamente i pensieri negativi. Più ci sforziamo di non pensare a qualcosa, più quel pensiero tende a tornare alla mente.
I pensieri ansiosi fanno parte della normale attività mentale e non sempre devono essere combattuti. Spesso è più utile imparare a osservarli senza considerarli necessariamente come fatti o previsioni certe.
Accettare la presenza di alcuni pensieri spiacevoli può ridurre il loro impatto emotivo e favorire una relazione più equilibrata con le proprie emozioni.
Quando chiedere aiuto
Se l’ansia interferisce con lo studio, il lavoro, le relazioni o il benessere quotidiano, può essere utile rivolgersi a uno psicologo. Un percorso psicologico aiuta a comprendere i meccanismi che alimentano il disagio e a sviluppare strategie più efficaci per affrontarlo.
Sono Silvio Baggetta, psicologo, e mi occupo di problematiche legate all’ansia, all’umore basso, alle difficoltà scolastiche e alle difficoltà relazionali. Ricevo a Siderno e online.
Se desideri maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, puoi contattarmi.



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